Informazioni su Manrico Del Corso

Manrico Del Corso nato a Pisa nel 1946, si propone agli appassionati d'arte figurativa con un ristretto numero di dipinti eseguiti durante questo anno. Armato di umiltà e impegno, ha intrapreso il cammino lungo la difficile strada dello studio della realtà, conquistando passo dopo passo, i dettami del disegno sulla tecnica pittorica, senza i quali non è possibile essere pittore: conoscere il mestiere non vuol dire perdere la propria personalità nei meandri inutili delle cose facili, superficiali, ma dare al proprio animo la possibilità oggettiva di liberare i sentimenti e le emozioni più profonde.

Nella giungla contemporanea degli ismi e del materialismo questo è il modo migliore, probabilmente il solo, per uscire dalla monotonia dando un vero significato al proprio lavoro.

Enrico Fornaini

La melodia dell’amore

Amico di Manrico Del Corso, mi piace testimoniare sentimenti di emozioni per la sua pittura, già stimata da qualificati esponenti della cultura e dell’arte, come il Maestro Enrico Fornaini.

Mi sento legato a questa espressione pittorica visibile e visiva, dove l’anima e il cuore si uniscono in un abbraccio di emozioni, che l’artista pisano suscita in quanti sanno apprezzare la sua lettura dell’anima. Reale e poetico il pittore toscano, non procura lacerazioni dentro di noi con sensazioni e turbamenti, ma compone dentro di noi la melodia dell’amore.

Maurizio Landini

L’arte: un mezzo di amore

Fa sempre bene all’anima e allo spirito trovare compiacimento nell’arte. E per arte non intendo quella famosa, quella celebrata, quella illuminata dai geni del passato, quella di cui tutti parlano e di cui pochi sanno parlare.
Io intendo questa: l’arte di casa nostra, che ha i nostri colori, i nostri profumi, quella dell’amico della porta accanto, quella del pittore innamorato della pittura che ha fatto di essa un mezzo per comunicare amore.

Questo pittore però è un po’ schivo nel presentare le sue creature.
Qualcuno mi ha chiesto:
- che pensi di questo pittore?
E questo pittore si chiama Manrico del Corso. Non ho visto molto di lui, ma abbastanza per farmene un’idea giusta, serena, fuori dai se, dai mah, dai forse!

Del Corso non sarà famosissimo ma è un poeta dell’anima. Figurativo garbato, deciso, dolce, un po’ malinconico, che il Maestro Fornaini, autentico signore dell’arte pisana, ha interpretato bene nella sua nota critica, che ho letto con molto affetto, conoscendo la sua severità.

Manrico Del Corso si presenta a Pisa con una mostra di “scelte dell’anima” che stimolano davvero un incontro con l’autore, in un bel giro visivo.
Le emozioni non mancano e se è vero che è un pittore normale, fuori dai disguidi psicologici, se è vero che è un pittore che non strilla in mezzo a bandiere arcobaleno di cui si è perso il vero significato, se è vero che è un pittore che non lascia traumi, è vero che ci nutre di buona creanza e tenerezza.

La ferocia pittorica degli anni contestatori è lontana dal cuore di questo artista che offre a chi lo guarda amore, emozione, voglia di dire:
- l’arte non è morta -
L’arte è più viva che mai e pulsa nel cuore e nell’anima di autori, forse nuovi al nostro immaginario collettivo, ma io sento di dire: grazie Del Corso per questa iniezione di umiltà.

Jolanda Pietrobelli

L’anima della poesia nella cronomatica

Senza ricorrere a simbolismi o a pietismi, Manrico Del Corso, si fa interprete della crescente attenzione dedicandosi prevalentemente allo studio della pittura figurativa. Dedicarsi al paesaggio puro coincide con il precisarsi di una poetica della natura che include l’idea nel suo significato più alto e puro e il dichiarato bisogno di una pittura meno sistemistica che lo riporti ad un contatto diretto con il vero.

Dipinge quadri dove non sono pensieri filosofici e politici, ma la natura semplice e schietta, fonte di sentimento e di poesia.

La glorificazione della natura nei suoi momenti migliori è indice di panteismo per l’artista, una poetica che attraverso le capacità cromatiche-compositive ci ricorda grandi artisti della seconda metà dell’ottocento come Segantini, Pellizza da Volpedo e soprattutto nelle raffigurazioni che riguardano gli scorci e le marine alcuni nomi illustri del nostro periodo Macchiaiolo.

Recensione

Andando in giro, con la bicicletta, al mattino presto, “incontro” paesaggi diversi che, illuminati dal sole che sorge, offrono colori e immagini di leggere trasparenze.
Se gli stessi paesaggi li “incontro” alla sera, quasi al tramonto, mi danno riflessi di luce densa o di tonalità lirica e vibrante. Tutto emerge dalla profondità della terra... nel segno immobile della materia cromatica.
Pur imprimendo nei suoi dipinti, l’immagine figurativa, lascia leggere trasparenze del fascino spettacolare della natura.
Angoli suggestivi, trovano in Manrico, l’evidenziazione emotiva in una dimensione di fremiti musicali.
Il quadro stesso, suddiviso in due piani di colore intenso, sfaccettato da riflessi di luce e plastiche composizioni di colori, esaltano l’estetica del paesaggio.
Lo stesso paesaggio che incontro con la bicicletta al mattino o alla sera.

Manrico Del Corso, ben descrittivo dell’ambiente naturalistico circostante, riesce attraverso pennellate, ora dense, ora con tonalità liriche a dare una trama narrativa lineare ed accattivante. Fa brillare la materia cromatica inserendola sulla tela, fino a raggiungere una compatta consistenza che da vicino può ingorgare la vista; ma alla giusta distanza apre squarci, anima il bosco o il paesaggio tutto verde, fino alla vibrazione di folte fioriture dilatando lo splendore della natura che lo circonda.

Ecco, l’amico Manrico Del Corso, è tutto questo... e ha saputo, da autodidatta, migliorare la sua innata volontà di trasferire sulla tela, i colori della terra che ama con semplicità e continuità.
Se continua così, non può altro che migliorare.
Glielo auguro di cuore.

Giancarlo Bernacca

Tele come una carezza

Dalla tradizione macchiaiola si leva una poesia tutta speciale della natura con intonazioni melodiche di canto. Sguardi su paesaggi sospesi in estasi di colori, luminescenze di un’anima sensibile che tratta la natura con la carezza del suo pennello.
Manrico Del Corso accarezza le tele come se fossero creature amate, sì che ogni suo dipinto è un attimo vivo fermato nel tempo e nello spazio. Ogni spazio è sapientemente gestito con un grande equilibrio compositivo, che esalta le forme ed i soggetti; ed i colori sono quelli che spaziano nella vastità dell’immenso.
Tutto si accende come in una sinfonia cromatica di cieli azzurri, mari blu, prati verdi e tramonti rosati.

Un senso del tutto e della natura che ci riporta alla classicità di certe opere del Fattori, ma con la novità che il linguaggio cromatico non è mai venuto meno, neppure in questi tempi caotici.
L’Artista ritaglia angoli incontaminati dai profumi intensi, pervasi di una poesia che ha toni dannunziani.
Particolari delicati che passano come le velature di un Arcangelo sopra ad un celo sereno. In questa simbiosi armonica i luoghi ci attraggono con tutti i loro suoni e rumori….e le onomatopee hanno una vertigine vocale che si spande in un’aria profumata.

Vi è una ricchezza palpabile in un velluto di colori che incanta.

Sandra Lucarelli

 

Manrico Del Corso - via Enrico Malatesta, 25. 56121 Riglione (PI). Tel: +39 334 9021449 - info@manricodelcorso.it